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Della Valle di Blenio di Alfonso Toschini è
utile isolare due aspetti che, crediamo, ben possono risultare significativi
nella storiografia di inizio secolo in cui questopera si inserisce
a pieno titolo. Si tratta di tendenze in embrione a quei tempi,
ma che fungeranno poi da efficaci punti di riferimento nei decenni
a seguire, in occasione della messa in cantiere delle grandi imprese
di edizione sistematica del materiale documentario. Il primo aspetto
è quello che riguarda linterazione tra la cronaca storica
e lelemento linguistico, con le valenze onomastiche e di storia
della lingua in particolare. Lindagine del Toschini esordisce
con la presa in considerazione del materiale toponomastico come
indicatore di situazioni e presenze di determinate popolazioni,
quando la traccia linguistica rimane unica e autorevole testimonianza
di contingenze storiche e geografiche nel tempo profondamente mutate,
se non addirittura sconvolte.
Il carattere interdisciplinare della toponomastica, tra linguistica,
dialettologia, storia degli insediamenti, aspetti geografici e geomorfologici,
ne fa una sorta di tappa obbligata di chi debba occuparsi di strati
ed epoche che per ragioni evidenti non possono garantire testimonianze
oggettive di continuità. Ci viene in questo caso in aiuto
la scarsa mutevolezza della denominazione locale tradizionale, che
cristallizza e fossilizza uno stadio dellevoluzione storico-linguistica
in cui a una determinata denominazione era possibile far corrispondere
un referente univoco e identificabile. Il Toschini osserverà
quindi che «Ia presenza dei Romani nella Valle di Blenio è
provata, non solo dalla storia, come in seguito verrà detto,
ma ancora dai nomi locali di alcuni paesi». O ancora, in riferimento
più diretto allevoluzione dei tratti linguistici, «il
nome di Brenno, dato al fiume che precorre la valle in tutta la
sua lunghezza, è quello che più adattasi al dialetto
della valle. Infatti nel dialetto si nota la tendenza ad inasprire
la consonante l in r».
Laltro aspetto che evocheremo è quello dellabilità
di far convivere in unesposizione organica lelemento
locale con proiezioni dello stesso a livello più generale
e di vasta portata nel panorama degli accadimenti storici delle
varie epoche prese in considerazione. La narrazione delle contingenze
storiche globali risulta quindi puntualmente confrontata con le
ricadute sulla realtà particolare e anzi ne viene a delineare
accadimenti e tendenze, che acquisiscono così ulteriori spunti
di motivazione. Si tratta di unoperazione storica in senso
lato, ma anche - e felicemente - di una ricerca linguistica e testuale,
che fa di questopera un bellesempio di metodo. Al di
la della ricca e gradevole contenutistica che il lettore avrà
certamente occasione di apprezzare.
Dr. Stefano Vassere
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Introduzione [dell'autore]
La storia delle generazioni passate è la maestra delle
viventi. E tra le generazioni passate e viventi le più che
ci devono interessare son quelle che hanno popolato e popolano la
nostra patria, in ispecial modo i nostri paesi. Se amiamo adunque
la patria, se amiamo i nostri paesi dobbiamo leggerne, studiarne
la storia. Dovere speciale della crescente gioventù e dogni
persona bennata, e sapere a fondo la storia del proprio paese e
dedicare alle investigazioni storiche, agli studi sulle età
trascorse quel tempo e quellingegno che molti sciupano miserabilmente.
Nello studio della storia le ardenti immaginazioni costrette ad
aggirarsi sempre nel campo della realtà, si calmano; le deboli
volontà al cospetto dei grandi caratteri si invigoriscono;
le ristrette intelligenze volte su questo vasto orizzonte ai più
nobili concetti, si sciolgono al volo. Nello studio della storia
noi riconosciamo le cause, ne presentiamo le conseguenze, risparmiandoci
così gli amari disinganni frutto di esagerate speranze, puerili
stupori e le sciocche meraviglie quando vediamo avvenire ciò
che per conseguenza di una causa posta, avvenir doveva. Lo studio
della storia ci abitua a giudicare gli avvenimenti e gli uomini
non colle passioni giornaliere ma secondo varietà e giustizia.
Arduo e difficile assai è dunque il lavoro che mi sono assunto
ed a cui mi son lasciato indurre dallaffetto alla mia valle
e dalla preghiera degli amici. Possa però contribuire a far
sorgere nella nostra gioventù quello slancio pel bello, pel
buono e pel vero, quellaffetto al nostro paese, quel carattere
di tempra adamantina che noi ammiriamo nei nostri maggiori; slancio,
amore, e tempra che furon e saranno sempre lorigine dogni
materiale e morale benessere.
[Alfonso Toschini, 1904]
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